di Giuseppe Longo
POZZUOLO – Ah, che peccato! Ieri sera, c’erano tutte le condizioni, proprio tutte, per poter decretare un grande successo al debutto di “Madama Butterfly” nell’ampio cortile di villa Gradenigo-Sabbatini, trasformato in un capiente teatro a cielo aperto. Invece, il maltempo, dopo mesi di siccità e temperature bollenti, ha voluto dire la sua e ha impedito che la rappresentazione del capolavoro di Giacomo Puccini continuasse. L’orchestra di Operaprima-Wien, i cantanti e il coro avevano appena chiuso, tra gli applausi del foltissimo pubblico, il primo atto che è cominciato, pur debolmente, a piovere. Per fortuna breve la durata, tanto che dopo un’attesa di una quindicina di minuti, asciugate le sedie, tutti i protagonisti – ma anche gli spettatori – sono tornati al loro posto con la guida del maestro Tiziano Duca. Purtroppo, poche battute del secondo atto, ed ecco che lampi e tuoni hanno cominciato a rincorrersi minacciosi, tanto che, di lì a poco, si è scatenato un improvviso acquazzone. Ytian Luan, bravissimo soprano chiamato a interpretare Cio-Cio-San, stava finendo di cantare le meravigliose note di “Un bel dì, vedremo” – l’aria sicuramente più conosciuta e amata dell’intera opera – che i musicisti hanno dovuto affrettarsi a mettere al sicuro i loro costosi strumenti, molto sensibili all’umidità, figuriamoci alla pioggia battente, e correre ai ripari. E la serata, con grande dispiacere di tutti – centinaia di persone! -, è finita in quel momento: tutto troppo bagnato, sebbene la precipitazione fosse ormai finita, per riprendere a suonare. Anche perché moltissimi erano stati coloro che, in fretta e furia, avevano guadagnato l’uscita, temendo che il meteo potesse ulteriormente peggiorare.
Per fortuna, fin dalla iniziale programmazione, erano state calendarizzate due repliche: quella di domani 30 agosto, che per forza di cose diventerà la nuova “prima”, e quella di martedì 1 settembre, entrambe con inizio alle 20, e in entrambi i casi il meteo non dovrebbe tradire. Inoltre, nel tardo pomeriggio di oggi, nella vicina Udine ci sarà un incontro, con ingresso libero, dedicato proprio al grande lavoro pucciniano: l’appuntamento è alle 18.30 nella sala Bassi del nuovissimo Spazio Villalta. Si tratta di un concerto lirico-corale con la partecipazione di alcuni dei protagonisti di villa Gradenigo-Sabbatini che saranno accompagnati al pianoforte da Sabrina Arru e Giovanna Ceranto.
Come si diceva, c’erano tutte le premesse per una serata davvero trionfale, una meritata ricompensa al grande sforzo dispiegato da un “esercito” di artisti e volontari per offrire alla “cittadella dell’opera” questa nuova perla del Progetto Puccini, dopo la “Turandot” di un anno fa. Una di queste premesse era racchiusa anche nelle parole di Mario Anzil, titolare della Cultura del Friuli Venezia Giulia e braccio destro del governatore Massimiliano Fedriga: «La presenza di questo folto pubblico dimostra come il progetto abbia avuto successo, facendo uscire l’opera lirica dai palcoscenici e dai luoghi tradizionali per entrare in rapporto diretto con il territorio, sperimentando un modello di cultura diffusa e nuove forme di coinvolgimento locale». Un progetto, certamente innovativo, creato da una esemplare sinergia tra istituzioni, associazioni, imprese e realtà della formazione. «Si tratta – aveva osservato poi l’assessore regionale – di una manifestazione che, oltre all’indubbio valore artistico, si propone come una concreta leva di crescita professionale e di partecipazione per l’intera comunità». Significativa per il vicegovernatore anche la collaborazione con i partner austriaci che, nell’anno del 50° anniversario del terremoto del Friuli, richiama la solidarietà transfrontaliera che era stata proficuamente messa in pratica in quella difficile circostanza del 1976 e che oggi è proiettata in un’ottica di valorizzazione della vocazione storica del Friuli Venezia Giulia che è orientata a un costante “dialogo” con le realtà d’oltreconfine.
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In copertina e all’interno alcune immagini della serata purtroppo interrotta dal temporale: grandissima la delusione del folto pubblico al quale aveva rivolto un saluto il vicegovernatore Fvg Mario Anzil.
